SANREMO 2026: IL BESTIARIO COMPLETO
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Tommaso
2/24/20267 min read


IL BESTIARIO DI SANREMO 2026
ARISA: Il dubbio rimane: a quale categoria di siti per adulti appartenga quest'anno, se MILF disperata o Scolara peccaminosa. Canta "Magica favola", ma l'unica magia è come riesca a farsi approvare i look dai censori RAI senza finire in questura.
FEDEZ & MARCO MASINI: L’unione definitiva tra chi monetizza i propri traumi e chi ha fatto della sfiga un brand. Cantano "Male necessario": praticamente una minaccia di morte ai nostri timpani. Un incontro tra un post sponsorizzato e un funerale con catering.
PATTY PRAVO: Ormai è una creatura mitologica composta al 95% da acido ialuronico e al 5% da fumo di sigarette degli anni '70. Canta "Opera", ma il chirurgo ha chiaramente fatto un’opera di restauro ispirandosi ai Moai dell’Isola di Pasqua. È talmente tirata che se sorride le esplode un menisco.
ELETTRA LAMBORGHINI: Salirà sul palco con la profondità intellettuale di una pozzanghera a Ibiza. Il suo brano si chiama "Voilà", che è probabilmente anche l’unica cosa che diranno i suoi neuroni prima di abbandonare l’edificio durante il ritornello.
TOMMASO PARADISO: Il re della nostalgia per cose che non ha mai vissuto. Canterà "I romantici" con quel tono da chi ha appena finito un aperitivo lungo tre giorni. Se la sua musica fosse una bevanda, sarebbe una Peroni calda dimenticata sotto il sole di Fregene.
LUCHÈ: Arriva da Napoli con più gioielli addosso di una vetrina di Bulgari. Canta "Labirinto", ma il vero labirinto sarà cercare di capire una singola parola del testo senza l'ausilio dei sottotitoli della Scientifica.
TREDICI PIETRO: Essere il figlio di Gianni Morandi e chiamarsi "Tredici Pietro" è già un bullismo del destino. Canta "Uomo che cade", e noi saremo lì sotto, non per prenderlo, ma per assicurarci che l'impatto col dimenticatoio sia definitivo.
SERENA BRANCALE: Dopo aver intasato TikTok col dialetto barese, ora si sente la reincarnazione di Ella Fitzgerald a Carbonara. Canta "Qui con me", ma noi vorremmo fosse "Lì senza di noi".
BAMBOLE DI PEZZA: Il punk per le mamme che il sabato pomeriggio vanno da Zara. Cercano di essere trasgressive, ma risultano minacciose quanto un peluche dell’IKEA. La loro ribellione è la stessa di chi mette l'ananas sulla pizza.
RAF: È tornato. Non si capisce bene perché, né da quale decennio sia stato scongelato. Canta "Ora e per sempre", ma l'impressione è che la sua carriera sia finita nell' "Ora" e il resto sia solo accanimento terapeutico.
LDA & AKA 7EVEN: I due scarti dei talent uniti in un duetto che profuma di visualizzazioni comprate in blocco. "Poesie Clandestine" è il titolo perfetto: speriamo che rimangano segrete per sempre.
LEVANTE: La "Sei tu" del titolo è probabilmente riferita a se stessa mentre si guarda allo specchio per ore cercando di capire quale altro dramma borghese inventarsi per sembrare profonda. Utile come un ombrello con i buchi.
EDDIE BROCK: Dalle consegne di Glovo al palco dell’Ariston. Canta "Avvoltoi", forse riferendosi a quelli che aspettano che stoni (cioè subito) per scatenarsi sui social. Un altro miracolo dell'algoritmo di Spotify.
DITONELLAPIAGA: Chic, sofisticata, insopportabile. Il suo brano è "Che fastidio!", che guarda caso è lo stesso sentimento che provi quando ti accorgi che sta provando a essere la nuova Rettore, ma con la boria di un attico ai Parioli.
FULMINACCI: L’eterno bravo ragazzo che scrive testi intelligenti per persone che si sentono intelligenti perché ascoltano testi intelligenti. Canta "Stupida sfortuna", ma la vera sfortuna è doverlo ascoltare per intero.
MARA SATTEI: La voce di seta e il carisma di un cartonato. Canta "Le cose che non sai di me", e sinceramente vorremmo continuare a non saperle.
CHIELLO: Si muove come se avesse appena ingerito una sostanza non ancora censita dal Ministero della Salute. Canta "Ti penso sempre", probabilmente rivolto al suo spacciatore di fiducia.
DARGEN D'AMICO: Gli occhiali da sole servono a nascondere le occhiaie di chi deve inventarsi una rima con "cocktail" ogni dieci minuti. Canta "AI AI", che è anche il grido di dolore della musica italiana.
ENRICO NIGIOTTI: Il cantautore che piace alle zie perché sembra un meccanico pulito. Canta "Ogni volta che non so volare", infatti sta sempre lì, piantato nel fango della mediocrità.
ERMAL META: Il primo della classe che non ti passa mai i compiti. Canterà "Stella stellina", con quella boria di chi pensa di aver scritto la Divina Commedia e invece ha solo fatto la lista della spesa in rima baciata.
FRANCESCO RENGA: La sua mascella ormai è più stabile della sua intonazione. Canta "Il meglio di me", ma sospettiamo che il meglio sia rimasto nel 2005 insieme ai suoi ricci naturali.
J-AX: L’eterno adolescente che a 50 anni ci spiega la strada dall'attico con superattico. Canta "Italia Starter Pack", probabilmente un misto di populismo da bar e rime che starebbero bene su un diario delle medie.
LEO GASSMANN: Il nepotismo con la faccia da bravo ragazzo. Canta "Naturale", come il fatto che sia lì solo per il cognome che porta.
MALIKA AYANE: La zia intellettuale che beve solo vino biodinamico e ti guarda dall'alto in basso se non sai chi è il regista dell'ultimo film bulgaro. Canterà con quella voce nasale che ti fa venire voglia di regalarle un flaconcino di rinazina.
MICHELE BRAVI: Il profeta della fragilità che ha fatto della tristezza un modello di business. Canta "Prima o poi", sperando che il "poi" includa un minimo di ritmo che non faccia venire voglia di chiamare il Telefono Azzurro.
NAYT: Il rapper tecnico che sputa parole a mille all'ora perché se si fermasse a riflettere su quello che dice, probabilmente smetterebbe di farlo. "Prima che"... arrivi la polizia.
SAL DA VINCI: Il re dei matrimoni in Campania sbarca all'Ariston. Canta "Per sempre sì", che è la risposta che dà il 90% delle spose quando gli chiedono se vogliono la serenata sotto il balcone.
SAMURAI JAY: Un altro che ha scambiato il palco di Sanremo per una story su Instagram. Canta "Ossessione", la nostra, per capire chi cavolo sia.
SAYF: Il gioielliere prestato alla musica. Ha più catene d'oro lui di un banco dei pegni a Las Vegas. Canta "Tu mi piaci tanto", ma speriamo che torni presto a stare zitto e si limiti a postare foto di orologi rubati.
MARIA ANTONIETTA & COLOMBRE: La quota "indie radical-chic" che non può mancare. Cantanteranno "La felicità e basta", con quell'aria di chi sta leggendo poesie polacche.
GLI ALTRI PROTAGONISTI: IL CIRCO DEI CONDUTTORI E DELLE RELIQUIE
I Padroni di Casa (Tutte le sere)
CARLO CONTI L’uomo che ha sconfitto le leggi della biologia e della fisica. È talmente abbronzato che la RAI sta valutando se pagargli il canone o la tassa sulle emissioni di carbonio. Presenterà con lo stesso entusiasmo robotico sia la morte di un pilastro della musica che la pubblicità dei materassi. È il "Tale e Quale" a se stesso dal 1994: un automa programmato per dire "Che meraviglia!" e "Codice 01" finché l'umanità non si estinguerà. Se lo tocchi, non senti pelle, ma plastica calda appena uscita da una fabbrica di poliuretano a bassa densità.
LAURA PAUSINI: La regina incontrastata di Solarolo e del "vorrei sembrare una di voi, ma ho più Grammy che neuroni sani". Scenderà le scale con quell'aria da zia alticcia al matrimonio che deve per forza prendere il microfono per fare un discorso che non finisce mai. Vive in un loop temporale dove "Marco se n'è andato" e lei non ha ancora smesso di urlare. Il suo stile sarà un mix tra una domina di provincia e una bomboniera dell'Upim.
Durante la conduzione riuscirà a infilare un aneddoto sulla sua famiglia o sulla sua umiltà anche mentre annuncia il tg di mezza serata. Parla un misto di spagnolo maccheronico, romagnolo stretto e urla belluine, convinta che se non rompe almeno tre cristalli a serata non sia "vera musica". È la prova vivente che puoi vincere un Oscar e rimanere comunque quella che fa le battute tristi sul gruppo WhatsApp della classe.
Martedì 24: Il "Bello" e il "Triste"
CAN YAMAN: Portato lì come un mobile d'antiquariato turco. Starà fermo a sorridere mentre la Pausini prova a insegnargli il romagnolo. Utile come un climatizzatore in Alaska, ma fondamentale per far svenire le spettatrici che hanno superato l'età della menopausa.
TIZIANO FERRO : Torna dall'esilio canadese per ricordarci che la vita è un pianto continuo. Speriamo che la serata finisca prima che decida di raccontarci l'ennesimo dramma esistenziale in falsetto.
Mercoledì 25: Simpatia a Comando
LILLO & PILAR FOGLIATI: Lui farà Posaman per la quattromillesima volta perché la RAI non ha altre idee, lei farà l'imitazione della ragazza romana "chic" perché è l'unico numero che ha in repertorio. Una serata che promette di essere divertente quanto un'ispezione dell'Agenzia delle Entrate.
ACHILLE LAURO: Non più in gara, ma ospite. Si presenterà probabilmente vestito da lampadario di Murano o da Regina Elisabetta zombie. La sua "trasgressione" è ormai originale come una puntata di Don Matteo.
Giovedì 26: Il Delirio Multiculturale
IRINA SHAYK: Probabilmente non saprà nemmeno in che nazione si trovi. Guarderà Carlo Conti con lo stesso interesse con cui io guardo un documentario sulla fermentazione del formaggio. È lì per la bellezza, non certo per il contributo intellettuale.
UBALDO PANTANI & GIANLUCA GAZZOLI: Il primo imiterà qualcuno che nessuno segue più, il secondo (Gazzoli) cercherà di fare il "giovane dei podcast" in un tempio della gerontocrazia. L'entusiasmo di Gazzoli è così forzato che potrebbe alimentare una centrale elettrica.
EROS RAMAZZOTTI & ALICIA KEYS: Eros canterà con la sinusite cronica come dal 1984. Alicia Keys, invece, è chiaramente lì perché ha perso una scommessa pesante o perché le hanno promesso che dopo Sanremo potrà andare a mangiare le trofie al pesto gratis a vita.
Venerdì 27: La Solitudine dei Numeri Primi
BIANCA BALTI: Lasciata sola a gestire l'abbronzatura di Conti e le urla della Pausini. Sarà il momento "Vogue" del Festival: bellissima, algida e probabilmente molto annoiata dal dover annunciare l'ennesimo gruppo indie che canta di sesso e depressione.
Sabato 28: L'Apocalisse Finale
GIORGIA CARDINALETTI: Direttamente dal TG1 per dare un tono di serietà a un carrozzone che sta cadendo a pezzi. Avrà la stessa espressione che usa per annunciare i rincari della benzina mentre presenta l'ospite finale.
NINO FRASSICA: L'unico che può salvare la serata con il suo non-sense, sperando che non si perda nei suoi stessi giochi di parole e finisca per dimenticare chi deve annunciare.
ANDREA BOCELLI : La mossa della disperazione per far piangere i nonni a casa e costringerli a pagare anche quest'anno il canone per tutta la famiglia.